L'AZIENDA

BINACCI nasce nel 1948 dalla volontà di Alfredo Binacci e Giselda Gaggioli. Il figlio, Giuseppe Binacci, ha trasformato l’attività familiare nel primo marchio a Roma in sinonimo di competenza nella progettazione, affidabilità, design e qualità. Solo negli ultimi 10 anni abbiamo arredato più di 30.000 case. Il nostro unico obiettivo è la completa soddisfazione del cliente perseguita attraverso procedure uniche dall’accoglienza alla consegna. Nei nostri tre showroom più di 25 architetti-consulenti, supportano ogni giorno i clienti nella progettazione degli spazi delle loro case e nella scelta di un arredamento studiato a livello sartoriale e cucito sulle loro esigenze. Nel corso di 70 anni di storia, l’azienda si è evoluta non soltanto a livello di strutture, ma anche e soprattutto a livello organizzativo.

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LA STORIA
DAL 1948 AL 2018

Agli inizi del secolo scorso, Attilio Gaggioli, un contadino di Gubbio, lascia la campagna per cercare fortuna e un futuro migliore a Roma, ha con sè la moglie e i quattro figli e, cavandosela con pialla e scalpello, apre una falegnameria a Tor Pignattara. Nel piccolo laboratorio, che produce e vende direttamente, lavora con i tre figli maschi e il marito della figlia Giselda, Alfredo Binacci, un giovane e volenteroso rigattiere e restauratore di mobili che conosce per questo già il mestiere. Negli anni l'attività si amplia e Alfredo decide di lasciare quello che è ormai un vero, anche se ancor piccolo, stabilimento di falegnameria per avviare una propria attività, così nel 1955 apre sulla Tiburtina una propria falegnameria con spazi dove esporre e vendere i mobili.

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Ma i palazzi avanzano, gli spazi dove lavorare, come gli orti che spariscono, sono sempre più ridotti e Alfredo è costretto a vari spostamenti. Queste complicazioni e la costatazione che, invece di investire in macchinari, strutture, lavoranti, è ben più semplice e vantaggioso commercializzare mobili prodotti da altri, spinge la famiglia Binacci a posizionare l'azienda, dove è entrato a lavorare anche il figlio Giuseppe, nella sola vendita e nel 1970 apre l'attuale sede di via Tiburtina. È proprio il figlio Giuseppe a gestire il passaggio dall'attività artigianale alla moderna azienda attuale, dal modo postcontadino a quello del terziario e dei servizi, è Giuseppe che vede quel muro sociale all’altezza dei binari della ferrovia e decide, nel suo piccolo, di romperlo. Con i suoi studi classici, i suoi viaggi all’estero, con la sua forma mentis moderna e aperta vede forse prima di altri il futuro che arriva, i computer sostituiscono le calcolatrici e i registri, la pubblicità Binacci invade la città, l’azienda è presente alla maggiori manifestazioni del settore, si aprono altri punti vendita, i dipendenti crescono di numero e qualità. Quel muro ora non è più cosi compatto, ampi varchi lo hanno aperto, Binacci è uno di essi: venire sulla Tiburtina per comprare costosi mobili della migliore tradizione italiana non è più così inverosimile, non è più così riprovevole.

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